Si sveglia sempre nel cuore della notte.
Nel cuore della notte? Perché? Da dove nasce quel modo di dire? Cosa s’intende col “cuore della notte”? Forse a metà della notte? Ma il cuore, nel corpo, non si trova a metà. È nella parte superiore del tronco e anche considerando il petto orizzontalmente, non si trova al centro, non è forse spostato a sinistra? O era a destra? Sicuramente il cuore è dentro. Forse dire, nel cuore della notte è “dentro la notte”. Ma anche quando chiude gli occhi è già notte, è già dentro.
Si sveglia sempre a notte inoltrata. Ha come caldo, anche se è inverno. Ha come sete e contemporaneamente le scappa la pipì. Non sa bene cosa fare.
Non sa mai bene cosa fare. Siccome si sveglia sempre “nel cuore della notte” e ha sempre come caldo e come la voglia di andare in bagno, perché non dorme con meno coperte? Perché non va in bagno prima di coricarsi? Forse ci è andata ma non se lo ricorda? C’è davvero qualcuno che conta le volte che va in bagno? Che ricorda che ci è andato? Forse non ci si pensa solo quando il corpo chiama? Sulle coperte, su quello sicuro che non ci pensa. Perché rimanda, rimanda sempre anche su una questione semplice come il numero delle coperte che poi le fanno caldo e la svegliano… nel cuore della notte.
Eppure sa che sono tutte questioni circostanziali, quelle del bagno e del caldo.
C-I-R-C-O-S-T-A-N-Z-I-A-L-I, circo/stanziali. Forse i circhi si chiamano “circo” perché sono rotondi? La forma della tenda. Non ne sa molto neanche di circhi. Forse alcuni sono rettangolari e lei non lo sa e fa supposizioni sbagliate. Circostanziale comunque deve essere quello, per circo… come circonferenza, non nel senso di divertente. Qualcosa che è attorno, no? Stanziale ricorda stanza, qualcosa di statico? Come un nucleo (come è il cuore nel corpo, circondato da organi circostanziali? Non sarebbe forse quello il cervello? Non sarebbe il caso di dire allora, nel cervello della notte?) Quindi pipì e caldo sono circostanze di un nucleo cervellotico.
Eliminate le impellenze fisiche, col corpo supino sul letto, resta dunque ciò che le circostanze delimitavano dall’esterno. Ed è, considerando il petto orizzontalmente, un’oppressione vicina al centro e un battito che s’attarda nella sistole, per risolversi in una diastole sorda.
Attardarsi ha forse un sostantivo? Attardamento non esiste, crede. Un sinonimo del verbo… temporeggiare. Esiste temporeggiamento? Una conseguenza del temporeggiamento della contrazione. Decisamente una parola “temporeggiamento” troppo lunga. Indugiare, esiste forse indugio? Una conseguenza dell’indugio della contrazione. Attardarsi, temporeggiare, indugiare… soffermarsi (anche se soffermarsi non ha sicuramente la stessa sfumatura) sono come piccole escrescenze verbali del più elegante e lapidario (lapide, sì, pam, un pezzo di roccia sopra le spoglie mortali di chi in vita fu…) “procrastinare”. Cras in latino è “domani”. Se va avanti così però il domani…
Di pomeriggio la sua amica le ha scritto di una poesia di chi è la poesia? Per Dio, neanche i titoli delle poesie che esemplifica bellissimo verbo esemplificare come attardarsi l’esistenza dell’essere umano, nelle sue meschinità e nelle sue glorie. È una poesia, ha detto, forse i veri poeti sono quelli che leggono poesie, quelli a cui le poesie parlano, perché a lei parlano solo i foglietti illustrativi, chi sono quelli a cui parlano i foglietti illustrativi o si emozionano a leggere le offerte del nuovo supermercato? Comunque gli avocado a novanta centesimi … che ha segnato il suo modo di vedere le cose. Una luce nuova gettata sul reale.
A lei la luce la getta il foglietto illustrativo del laroxyl. Per le cefalee, ha solo cefalee. Concentrarsi sulle cefalee. Il momento culmine della sua esperienza come lettrice sono le controindicazioni dei farmaci. Il laroxyl parla di battiti irregolari del cuore, il suo con quella sistole che temporeggia e in conseguenza dell’attardamento… no, quella sistole che s’attarda e in conseguenza del temporeggiamento… no… in conseguenza dell’indugio, la diastole è un rilascio violento, come il rinculo di una pistola. Rinculo. Scelta lessicale in linea con le terminologie corporee. Non è quella diastole e quella sistole, non sono battiti irregolari del cuore? È quello il cuore della questione, il nucleo cervellotico dei dati circostanziali. Un battito irregolare e la sua mania per le controindicazioni. È una fortuna che per lo meno il cuscino ortopedico per la cervicale non abbia effetti collaterali. Oppure sì? Google.
Ho detto spesso che non dedico racconti a nessuno. In generale non dedico niente di quello che scrivo a nessuno, perché mi fa strano. Come si fa? Uno scritto è composto da tanti input, e no… non vengono solo da me. Senza le persone, non potrei scrivere nemmeno il mio nome. Quindi dirò solo che ho scritto questo dopo una conversazione con una carissima amica, che ringrazio per la sdrammatizzazione e per l’ispirazione.
Fuck the worry tree shit.
Caroline, autoptica.
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