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q.1 – p.2

(seconda pagina del quaderno trovato sulla mensola di Olivia)

Non è facile comprimere i pensieri e i sentimenti fino a farli stare nelle parole: c’è sempre qualcosa che sfugge a questi semplici caratteri allineati. Posso dire “sono triste”,  ma questo non spiega l’intensità, la durata del sentirmi così. Non racconta i motivi. Allora, per essere chiara dovrei dire “Sono così triste che a volte mi sembra di morire, perché, dovunque io guardi, non vedo nulla. Non trovo nulla. C’è solo un vuoto, un immenso, terrificante vuoto.” Per spiegare la mia tristezza, dovrei impiegare un’infinità di parole inutili. E anche così, il senso di ciò che sento non è correttamente rappresentato. Si perde la sua essenza di dolore, nei termini che accatasto uno dopo l’altro.
Se spiego qualcosa, finisco per denaturarla.
È questa la verità.
Perciò, per oggi, mi accontenterò del mio “Sono triste”.

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