Giorno zero di mille altri
Quando se ne accorse, era già troppo tardi.
Allo scurirsi del giorno, guardando tra gli alberi, gli occhi del sempiterno inseguitore lo scrutavano con un sentimento che non seppe decifrare.
Il nemico lo aveva trovato per l’ennesima volta.
Divertito, pareva volesse lasciargli tempo per tentare la fuga.
Perché non c’era cacciatore senza preda, né vittimario senza vittima.
Se n’era accorto ed era già troppo tardi: aveva ripreso a correre.
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