Lo dico sul serio. Trovo che ci sia qualcosa d’ingenuo e di troppo didascalico nel mio modo di raccontare le storie. Trovo, anche, che le mie storie siano superficiali ed eccessivamente sentimentali, romantiche, che è anche peggio.
Niente contro il romanticismo, solo che trovo noioso continuare a scrivere in mille modi diversi una stessa trama. E poi io non sono nemmeno romantica, allora perché continuo a scrivere storie d’amore?
Vorrei, per esempio, avere le tematiche di Cortàzar o di Borges. Quelle interessanti fuori da qualsiasi sentimentalismo da poco. E invece scrivo storie di amanti e amanti e amanti. Non sono nemmeno innamorata: per me, che credo poco in questo genere di sentimenti, le storie d’amore sono come dei fantasy. E a me il genere fantasy non piace.
Sono stanca. Quale è il modo per migliorare? Per cambiare tematica?
Per migliorare lo stile, devo continuare a scrivere. Per cambiare tematica, forse devo scriverne fino a esaurirla.
Forse sento solo tutta questa insoddisfazione verso me stessa perché dopo giorni a non sentire nulla, qualsiasi sensazione, anche di disprezzo, va bene.
Se posso sentirmi annoiata o triste, insoddisfatta o felice… va bene. Qualsiasi cosa è meglio di essere semplicemente un guscio vuoto che se ne sta in piedi osservando la realtà come se non la riguardasse. Perché allora sente che la sua presenza è superflua… e non c’è differenza tra esserci o meno.
Suppongo che sto ritornando, a scrivere male. A scrivere trame da poco. Fino a migliorare lo stile, forse, fino a esaurire la tematica, sicuramente.
Caroline, the returner.
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